Lasciati catturare dall'immagine del Salvatore, imprimila bene perché la ritroverai nella basilica. La conclusione della visita è a Santo Stefano Rotondo: lì si prova il brivido spirituale

Incominciamo mettendoci dietro al gruppo scultoreo di S. Francesco vicino alle mura e proviamo, come lui, a reggere la Chiesa rappresentata dalla basilica di S. Giovanni.

Avanziamo verso la facciata e giriamo lo sguardo verso la destra per trovare un insolito mosaico, elegante e esposto alle intemperie. Parla della fonte del potere che passa da Cristo a Pietro e Costantino, da Pietro a Leone III e Carlo Magno. Dietro c’è la Scala santa. Sali con rispetto e devozione fino alla fine e poi affacciati alla cappella del Sancta sanctorum dove l’architrave dice: “Non c’è in tutto il mondo luogo più sacro” per la quantità di reliquie ivi raccolte. Lasciati catturare dallo sguardo dell’immagine del Salvatore e incidila bene perché la ritroverai nella basilica.

Sulla facciata non trascurare due elementi apparentemente decorativi alla base delle imponenti lesene: sono la scritta che ricorda come il Laterano è la Chiesa madre di tutte le chiese del mondo e l’Ombrellone (o sinnicchio) dal profondo significato.

Nell’atrio troviamo la statua di Costantino il Grande. La basilica è qui grazie a lui, o meglio grazie a Cristo che lo ha scelto come strumento suo.

Dentro al tempio vedi le dodici grandi colonne con dentro le statue dei dodici apostoli. Loro sono le vere colonne della Chiesa. Osserva che dietro a ciascuno di loro c’è una porta… Ancora avanti a sinistra vedi il monumento funebre di Leone XIII e alla sua sinistra una statua raffigurante una donna afflitta che poggia sul sarcofago del successore di Pietro. È una rara rappresentazione della santa madre Chiesa che nasconde il suo volto.

Attratto fin dall’inizio del grande mosaico fermati davanti al Volto che campeggia sulla croce. E contempla come le acque scivolano sgorgando dallo Spirito Santo raffigurato in forma di colomba. Acque che irrorano la Nuova Gerusalemme, città delle acque salutari.

Uscito fuori dalla basilica compi a ritroso l’itinerario che compivano i catecumeni nella notte di Pasqua dopo aver ricevuto il Battesimo nel battistero. Battistero ottagonale con bella vasca centrale e solenne architrave. Se sei battezzato non puoi non sperimentare un brivido spirituale che ti parla di figliolanza divina.

Finisci con la visita a S. Stefano Rotondo. Entra nel tempio e lasciati coinvolgere dallo spazio sacro, delle misure precise e dei chiaroscuri che invitano a fermarsi per percepire come questa basilica parla con i suoi volumi e con la sua austera bellezza di quello che un tempo fu tutto splendore e oggi è nostalgia del sacro.