13. Il Vangelo spiegato dal rabbino

Nel Vangelo nessuna rottura con la tradizione semitica, anche nei miracoli. L'emorroissa toccò il mantello di Cristo: per gli ebrei "nell’abito che indossi esiste Dio ai quattro angoli"

La vicenda del miracolo operato da Gesù è impressionante, perché nelle sue premesse è interamente ricompreso nell’ambito ebraico (a parte, ovviamente, la potenza miracolosa attribuita a Gesù). Questa donna aveva continue perdite di sangue e quindi non poteva avere alcun rapporto con un uomo perché era considerata impura. Se Gesù avesse voluto rompere con la tradizione avrebbe detto alla donna che la norma era superata e quindi non aveva alcuna importanza il suo stato. Ma lui non fa così, la guarisce.

Siamo ancora completamente nel sistema ebraico. Ed è importante, facendo una comparazione tra i Sinottici che raccontano l’episodio, vedere che cosa tocca infatti la donna. Il lembo del mantello? No. C’è una differenza fondamentale: lei tocca la frangia del mantello. La frangia che ogni ebreo osservante portava e continua a portare. Siamo completamente in ambito ebraico. Il paradosso è che chi oggi vede l’immagine dell’emorroissa, che voi avete ripreso dalle catacombe cristiane, non capisce che cosa stia avvenendo, e cioè che la donna sta toccando lo “tzitzit” (“frangia” in ebraico).

Infatti, facendo un confronto tra le versioni sinottiche, si trova che in alcune non esiste più questo dettaglio, perché evidentemente non si sapeva più come e a chi spiegarlo. Cioè, alcune versioni nascono in ambito ebraico e altre in un ambito già differente. Per questo il dettaglio della frangia si era perduto. E chi ha realizzato l’affresco aveva di fronte l’immagine di un ebreo vestito da ebreo. Per me è interessante non solo il racconto evangelico, ma anche questo dipinto.

Quale era il significato simbolico del toccare la frangia? C’è un obbligo nella Bibbia (Numeri 15, dal verso 38) che noi ripetiamo ogni giorno nella preghiera – fa parte dei tre brani dello shemà –, che afferma che sui quattro angoli della veste occorre portare delle frange, di cui un filo sia di colore celeste, colorato con un pigmento speciale derivato da un mollusco.

Successivamente questa tradizione si è perduta, ed ecco perché le frange oggi sono bianche, anche se recentemente in Israele si è ripreso a produrre questo colorante. Il segno esisteva per dire a ogni ebreo: «Ricorda, anche nell’abito che indossi, che esiste Dio ai quattro angoli». Sono frange sulle quali si fanno dei nodi, che seguono una tradizione numerica particolare e simbolicamente rappresentano il nome di Dio. Come tali quindi queste frange rappresentano la parte sacra dell’abito. Ciascun ebreo osservante indossava questo abito e continua a farlo oggi. Non era una veste solo sacerdotale. Anche oggi, quando si prega, si indossa il talled, un panno che vale in quanto ha queste frange sui suoi quattro angoli.

L’emorroissa toccava perciò la parte sacra dell’abito, toccava quei nodi che rappresentavano il nome di Dio. Perciò, se si guarda l’immagine e non la si spiega, si perde immediatamente un legame sostanziale con l’Ebraismo.

Nell’immagine della guarigione dell’emorroissa, Gesù è raffigurato con i capelli corti. E ci dice che a Roma gli ebrei, pur vestendo come i romani, continuavano la tradizione di portare le frange. E ci fa capire che il pittore comunque debba essere stato almeno una volta testimone oculare delle preghiere in una sinagoga o abbia conosciuto ebrei che portavano quel segno. Sapeva ciò che aveva dipinto.

– Rav Riccardo Di Segni

Vedete che succede a farsi spiegare il Vangelo dagli ebrei…?