Tra i sette Colli di Roma quello Capitolino ospita i primi momenti della genesi di Roma Celeste. La grande storia cominciò con una visione: l'annuncio del cristianesimo

Trai i sette Colli di Roma quello che raccoglie i maggiori eventi storici è il Campidoglio (o Capitolino). Ci sono però alcuni monumenti che abitualmente sono tralasciati durante la visita, ma che sono di capitale importanza per la comprensione della Città celeste. Eccone alcuni.

La veduta sui Fori romani come riassunto della Roma imperiale. Equivale a contemplare il passato affastellato in quei ruderi (che sarebbe meglio chiamare preziose reliquie) di un mondo che la Provvidenza aveva pensato in vista di una missione universale e che finì per opporsi transitoriamente a tanto alto destino.

L’Aracoeli ricorda come Augusto imperatore avrebbe avuto sul Campidoglio la visione della Vergine con il piccolo Gesù tra le braccia di Maria discesa, in un raggio di luce abbagliante, su di un’ara mentre una voce misteriosa prorompendo dall’alto avrebbe ammonito: Haec est ara filii Dei.

Sotto la Lupa ricorderemo la “nascita sacra di Roma”.

Con tutta una sua perimetrazione compiuta secondo la volontà dell’Alto.

Se molti fatti di trascendenza storica sono avvenuti sul colle, un fatto mai avvenuto è stato lo spartiacque che ha segnato un prima e un dopo: nel 313 l’imperatore Costantino non volle salire in Campidoglio come prescriveva il rigido protocollo della sacralità civile. La clamorosa vittoria sul Ponte Milvio che lo rese unico padrone dell’Impero non era da accreditare agli dèi, ma al vero Dio dei cristiani fino allora perseguitato: di nuovo la Provvidenza ricongiungeva l’Impero al Vangelo.

Vangelo che risuonò particolarmente vibrante a partire dal 42 d.C. quando Pietro, perseguitato da Erode Antipa, nipote di quell’Erode “il Grande”, fuggì da Gerusalemme dopo una sorprendente liberazione e venne a Roma. Qui incontrò Valeriano, conosciuto durante il suo soggiorno in Palestina e sostituto di Claudio nel reggere le sorti di Roma perché impegnato nella Britannia. La tradizione ricorda che qui s. Pietro annunciava il Vangelo che poi, in seguito a richiesta di quelli della “casa di Cesare”, il suo accompagnatore Marco mise per scritto.

La basilica di S. Marco sta lì a ricordarcelo.